UNA SERATA SULL'AMERICA LATINA

 

Si tiene, martedì dieci dicembre, a Genova – a partire dalle ore 21:00, presso il circolo di Rifondazione intitolato al partigiano Severino “Dente” Bianchini di piazza Romagnosi 3 cancello, nel quartiere di Marassi, in val Bisagno – una serata dedicata all’America latina; ad organizzarla sono: Potere al Popolo, associazione Senza Paura, Associazione di Amicizia Italia-Cuba, oltre al su citato partito politico.

 

Il titolo dell’iniziativa è “Venezuela, Cile, Ecuador, Bolivia: un continente in rivolta”, ma basta leggere i nomi degli ospiti della serata per rendersi conto che sarà poco più di una manifestazione di sostegno alla lotta antimperialista in corso ormai da anni nella Repubblica Bolivariana di Venezuela.

 

Infatti, i relatori sono: la giornalista e scrittrice Geraldina Colotti, redattrice dell’edizione italiana del mensile – veicolato con il quotidiano il manifesto –  Le Monde Diplomatique, ed il viceministro degli Esteri e della Comunicazione Internazionale del governo venezuelano, William Castillo.

 

A fare gli onori di casa – davanti ad una sala gremita – è Gianni Ferretti, della segreteria provinciale rifondarola, che presenta la serata e ringrazia gli ospiti, in particolare il politico sudamericano, per la loro presenza a questa importante manifestazione, che segue altre dello stesso tenore avvenute nei mesi scorsi.

 

I successivi interventi dei due relatori dipingono la situazione che si è creata nel Paese guidato da Nicolás Maduro Moros a seguito dell’instaurazione del regime socialista voluto da Hugo Rafael Chávez Frías che, come giustamente sottolinea la brava giornalista ventimigliese, ha dimostrato che «è possibile vincere se si uniscono realmente gli sfruttati e gli esclusi della società attorno ad un programma socialista rivoluzionario».

 

Per parte sua, il viceministro precisa che l’attuale strategia degli Stati Uniti d’America nei riguardi dell’America latina – e del suo Paese in particolare – volta a rovesciare i governi eletti democraticamente ma invisi all’amministrazione di Washington District of Columbia, non è più quella dell’intervento armato diretto, come accadeva in passato, ma consiste nello strangolamento economico della nazione antagonista.

 

Il risultato è che, in Venezuela, negli ultimi anni sono morte circa quarantamila persone a causa dell’atteggiamento del vicino nordamericano: questi però deve sapere che, qualora decidesse di intervenire direttamente sul campo, si troverebbe davanti oltre tre milioni di civili addestrati all’uso delle armi per la difesa della Patria dall’invasore, che renderebbero impossibile agli intrusi lasciare tranquillamente il Paese invaso.

 

La manifestazione si conclude, poi, con un ampio dibattito che vede tra gli altri gli interventi di saluto di alcuni esponenti delle comunità latinoamericane presenti in città, di esponenti di alcune forze politiche del territorio, e di un lavoratore del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali che si rende disponibile ad «azioni di solidarietà internazionalista in banchina».

 

Bosio (Al), 12 dicembre 2019

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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